Archive for the ‘sfoghi’ Category

Forse…però boh

13 maggio 2014

Certe cose arrivano forti, potenti, crudeli, come un pugno nello stomaco quando meno te lo aspetti. E ci vuole tempo per riprendere fiato, rimettersi in piedi, ricominciare a camminare. Quando ci riesci cominci a pensare, anzi no, a sentire. E di solito senti che c’è qualcosa che non va, qualcosa che stona.

Ecco, io sento che c’è qualcosa che stona quando si inceppa il meccanismo di una relazione, che è una cosa complicatissima, che anche gli ingegneri aerospaziali si mettono le mani nei capelli (se gliene è rimasto qualcuno). Perché è una macchina senza forma, fatta di passioni, amore, odio, riconoscimenti, conflitti, paure, desiderio e tante parole e tanti corpi. E si sa, quando ci sono di mezzo i corpi è sempre un gran casino. E poi se sono corpi di donne… Com’è che si inceppa? Quando? Perché?

Forse quando il desiderio prende percorsi diversi, però boh, stare in relazione significa fare spazio al desiderio dell’altra, anche se questo si traduce nel mediare il tuo. Forse perché non si parla più lo stesso linguaggio, però boh, risignificare le parole è la nostra specialità. Forse quando non si riesce a stare più su un terreno di conflitto, però boh, la relazione senza conflitto non è relazione. Forse è perché si ha paura, paura di riconoscersi a tal punto da scomparire, paura di affidarsi e fidarsi, paura di perdere di autenticità, però boh, la paura è sana se ti apre al mondo, non il contrario. Forse è perché si ama troppo, oppure si odia troppo, e dopo un po’ non si riesce più a contenere tutto, però boh, amare, odiare, che significa? Forse quando non hai più voglia, energie, forza, perché si sa, la relazione è fatica.

Forse non è poi così complicato, però boh, io quando sento che si inceppa il meccanismo di una relazione mi trasformo in un ingegnere aerospaziale e non riesco a far altro che passarmi le mani nei capelli (tanti e ricci).

Corri, ma non scappare

23 novembre 2012

Un’amica e compagna, di lunghi viaggi – fisici e simbolici –, di politica, di confidenze, l’ha chiamato “il giorno dopo”, e ha ragione. A me arriva un po’ più tardi, perché si deposita, a strati, quella nausea stanca, quella rabbia  impotente, quella consapevolezza che vorrebbe farsi forza ma a volte si fa  tristezza.

Corri e scappa che ci prendono, chiuse nelle splendide strade del centro capitolino, che non mi erano mai apparse così strette e invasive. Bombe, morte, corpi dilaniati, bambini insanguinati, per un conflitto, lungo, di autodeterminazione. Giornate contro la violenza, adolescenti suicidi, femminicidio, omofobia, fiaccolate, fumetti, pantaloni rosa, teatri, assemblee, incontri, riunioni.

Coloro che mi hanno maltrattata vinceranno se non faccio qualcosa della mia vita dice Nicole. Sì, è questo. Occhi tumefatti, braccia rotte, coltelli in gola, silenzi, ricatti, persecuzioni. “L’assassino ha le chiavi di casa”, urlavano le donne 5 anni fa. E ce l’hanno pure adesso. E fa male, ogni volta, e troppo
spesso. Ieri Roberta Lanzino. Ragazza.

Ieri anche Andrea. Ragazzo.

Saturante, ha detto una donna parlando di Carla Lonzi, in sospensione, ha
detto un’altra parlando delle nostre vite, psicologicamente a terra, mi ha
confidato un’altra ancora.

Eppure siamo sempre qui e lì, in quel teatro, in quella piazza, in quella casa, con corpi stremati ma desideranti, con parole forti e di invenzione, con pratiche genealogiche. Ci siamo, e poi siamo sempre noi, ma ne vogliamo altre.

E ancora, corri, ma non scappare. Fermati, guardati intorno, cerca lo sguardo delle altre, trovale, eccoci!

Diversa…da chi?

23 giugno 2010

C’è qualcuno che continua a ripetermi che sono diversa. diversa dalle persone che ha conosciuto e conosce, diversa dalle donne che ha incrociato nella sua vita, diversa nei miei lavori, diversa nel comportamento, diversa nel pensiero, diversa nella parola, diversa negli affetti, diversa nella cura…

questa diversità, ho scoperto, può mandare in crisi chi non è pronto ad accoglierla.

mi stupisco ogni volta del vigore che ha la paura del diverso intorno a noi. vivo così tanto nella certezza che la differenza sia una ricchezza che ogni volta è come ricadere giù dopo una faticosa e ripida salita, e rialzarsi, socchiudere gli occhi per mettere a fuoco quel punto più alto, farsi forza e ricominciare a salire, gradino dopo gradino…

mi stupisco, ogni volta, di ricominciare a salire con un sorriso, come se cadere giù fosse la prova che qualcosa si è mosso.

diversi…noi

30 marzo 2010

Pensavo fosse un brutto sogno, di svegliarmi e trovare un paese diverso, pulito, dai sentimenti forti, sobrio, che si fosse stancato di credere in chi non ha mai mantenuto e a chi ha distribuito solo speranza.
Non si vive di ottimismo e speranza, ma la nostra generazione preferisce la stabilità di chi distribuisce sogni e promesse.
Forse ha ragione chi dice che la società italiana non è pronta, ma a cosa? Siamo pronti noi?
Dobbiamo riprenderci il nostro carattere! I sentimenti tiepidi non mi sono mai appartenuti, per questo mi scontro giornalmente con chi non si emoziona, con chi non guarda il mondo da un’angolazione diversa, con chi dice che mai cambieranno le cose perchè “alla fine sono tutti uguali”.
Dovremmo iniziare ad essere un pò diversi, accettando le nostre diversità e amandole, perchè non sono altro che un valore in più…è per questo che non potrei fare a meno di te!

G.

Scadenze

20 febbraio 2010

Passo le giornate ad evitare che ciò che mi gira intorno possa scadere.

C’è una scadenza anche per questo?