Archive for the ‘bilanci’ Category

Per un buon inizio

19 dicembre 2012

ci siamo, l’anno sta per finire, e forse finirà tutto in anticipo se i maya o la hack hanno ragione. maya o non maya, margherita o no, quest’anno i segni della fine li abbiamo sentiti tutti, chi più chi meno. io di più. si, ho visto da vicino la morte più violenta, poi la violenza delle malattie che ti prendono in un punto e ti mangiano tutto, inesorabili, poi la violenza più meschina, quella degli uomini sulle donne, poi quella più intima, della fine di una storia. Per non parlare del mondo fuori di me e di tutte quelle volte che ci siamo scontrati violentemente. si, se dovessi dire in una parola il 2012 direi VIOLENZA. ma siamo alla fine.

e allora quest’anno i miei regali saranno per un inizio, uno buono, collettivo:

alle compagne un bel luogo occupato, da tutte noi, a garbatella, preferibilmente caldo d’inverno e fresco d’estate, accompagnato da un gran reddito di esistenza

alle colleghe un altro posto di lavoro, più sereno e rilassato, onde evitare l’inevitabile trasformazione vetero-burocratico-statale

alla redazione del giornale uno spazio durango che spacca, pieno, ricco, colorato, affollato

alle amiche che non ce l’hanno un principe azzurro, a quelle che già ce l’hanno il principe di riserva (che fa sempre comodo)

ai maschi, quelli che amo di più, un pacco regalo con dentro qualche libro scritto da donne, un tanga rosso fuoco, il decalogo della sessualità (la loro) e un pizzico di verità

a tutti gli altri una donna da ascoltare davanti a una birra

alla mia famiglia, larga e allargata, un semplice e grande abbraccio

al mio piccolo gioiello – che è la mia gioia più grande – tutto quello che mi chiede

per me invece un viaggio, il primo dell’anno, e poi i sorrisi di chi è felice di vedermi, le energie positive di chi mi pensa e ricorda con amore, le risate di chi mi capisce al volo, gli sguardi di chi è complice, i pensieri di chi condivide, le parole di chi ha qualcosa da dire, le lettere di chi non riesce a dirle, gli abbracci e i baci sinceri, gli scazzi di chi non vede e non sente e non fa, i conflitti più sani con chi li sa tenere, gli scontri più duri con chi non regge. e poi un altro lavoro anche io, e un principe, magari rosso, e una e mille birre davanti a una e mille donne che mi parlano.

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Bilancio 2011

3 gennaio 2012

diciassette viaggi, tre all’estero. molti di piacere, altri di desiderio e volontà politica. spettacoli teatrali, concerti, feste pensate. convegni, interventi, manifestazioni. una in difesa dei diritti civili, tante in difesa del lavoro. un’elezione, un concorso, una vertenza. un progetto editoriale. una collaborazione conclusa, due contratti firmati. articoli, saggi, interventi, recensioni. tanti. compagne vecchie, compagni nuovi. affinità elettive. gli amici di sempre. un amore e tante passioni. un paese alla deriva, pensieri frammentati, pratiche di ricomposizione. fatica, tanta. voglia, di più. buoni propositi per il nuovo anno: leggere, parole, sguardi, gesti. solo questo.

Piazze e date

18 ottobre 2011

Io amo la storia ma le date non mi sono mai entrate in testa. C’è chi dice che senza date non c’è storia, io dico che non c’è storia senza narrazione, senza donne e uomini, senza quella politica che lavora per il cambiamento, per le rotture, per ricucire, per spostare, per “rivoluzionare”.

In questi anni di vita politica ho imparato sul mio corpo e sulle mie pratiche che le date portano con sé un significato importante, ma continuano a non piacermi, e continua a non piacermi l’uso che se ne fa. In quest’ultimo anno sono stata costretta ad associare corpi e modalità politiche e simbolico a quelle date: il 16 ottobre, il 14 dicembre e poi il 22, il 13 febbraio, il 9 aprile, e ora il 15 ottobre. Date in cui ci sono stata, con il mio corpo, insieme alle altre e agli altri, quando organizzata, quando indipendente, quando scettica, quando emozionata, sopra un carro, in un corteo, in una piazza enorme, seduta per terra, e infine di corsa, anche spaventata, tra lacrimogeni, incendi, caschi e blindati.

Devastazione e violenza organizzata, così hanno definito ciò che è andato in scena sabato 15 ottobre. Io credo sia qualcosa di più: la guerriglia urbana, sì organizzata e prevista, ma anche prevedibile, è il sintomo di una conflittualità acre e radicale, le cui motivazioni vanno rintracciate in un disagio profondo, per gli spazi (non) abitati, per gli abusi subiti, per le parole (non) dette, per la politica (non) agita.

E’ un tempo strano il nostro, quello che quotidianamente viviamo e attraversiamo, con i nostri corpi, le nostre parole, la nostra politica. In cerca della ricomposizione, di un senso comune, di una dimensione collettiva, ricerca che non deve fermarsi davanti a una piazza distrutta, una madonna in pezzi o cassonetti e auto bruciate. La condanna è legittima, la perdita di spazi, forze e energie no.

Guardare indietro, raccogliere e continuare, con le altre e con gli altri, perché la mia politica è fatta di corpi e relazioni, non di date. Guardare indietro perché il 15 ottobre è una di quelle date che porta con sé un significato importante, raccogliere perché ciò che è stato – il corteo, la piazza, gli scontri – ci hanno parlato e ci parlano, ed è un errore rimanere sordi, continuare perché siamo donne e uomini carichi di saperi, esperienze, linguaggi che possono parlare a tutte e tutti, e dobbiamo continuare a farlo!

Porto e parto

1 agosto 2011

Una stagione è al termine, è tempo di vacanza, di riposo, di svago. Porto con me una valigia carica, piena, di esperienze, ricordi, emozioni, corpi. Porto con me un lungo anno, di incontri, piazze, lavori, parole, pensieri, saperi, inizi e conclusioni. Porto con me quel vento che ho sentito soffiare insieme alle altre e agli altri. Porto con me le mie compagne, i loro racconti, i loro geni, la loro compagnia, le loro torte, balli e canti. Porto con me i Tempi Nuovi di una nuova avventura e chi l’ha resa realtà. Porto con me le menate e le risate di un luogo di lavoro estraneo. Porto con me una rivista, una nuova associazione e gli atelier in progress. Porto con me una e tante piazze, campeggi, convegni, interventi. Porto con me uno spazio aperto e comune di confronto. Porto con me tanta tanta politica, di pensiero, di esperienza, di relazione, di quotidiano. Porto anche il costume e due libri: il diario di una madre e la forza delle figlie.

Porto l’amore e parto con lui!

diversi…noi

30 marzo 2010

Pensavo fosse un brutto sogno, di svegliarmi e trovare un paese diverso, pulito, dai sentimenti forti, sobrio, che si fosse stancato di credere in chi non ha mai mantenuto e a chi ha distribuito solo speranza.
Non si vive di ottimismo e speranza, ma la nostra generazione preferisce la stabilità di chi distribuisce sogni e promesse.
Forse ha ragione chi dice che la società italiana non è pronta, ma a cosa? Siamo pronti noi?
Dobbiamo riprenderci il nostro carattere! I sentimenti tiepidi non mi sono mai appartenuti, per questo mi scontro giornalmente con chi non si emoziona, con chi non guarda il mondo da un’angolazione diversa, con chi dice che mai cambieranno le cose perchè “alla fine sono tutti uguali”.
Dovremmo iniziare ad essere un pò diversi, accettando le nostre diversità e amandole, perchè non sono altro che un valore in più…è per questo che non potrei fare a meno di te!

G.

Bilancio 2009

31 dicembre 2009

Un anno in più ma ne dimostro ancora venti

La gioia di una vita nuova il sorriso di un bambino

Il ritorno all’ovile spaesamento

Un’altra lingua forte e sensuale

Una laurea punto e a capo

Un amore svanito conferme

Relazioni più solide la mia forza

Incontri più o meno sterili

Persone ritrovate sorpresa

Passione costante

Entusiasmo variabile

Determinazione ricompensata

Nonostante tutto, chiudo in attivo.