Archive for marzo 2010

diversi…noi

30 marzo 2010

Pensavo fosse un brutto sogno, di svegliarmi e trovare un paese diverso, pulito, dai sentimenti forti, sobrio, che si fosse stancato di credere in chi non ha mai mantenuto e a chi ha distribuito solo speranza.
Non si vive di ottimismo e speranza, ma la nostra generazione preferisce la stabilità di chi distribuisce sogni e promesse.
Forse ha ragione chi dice che la società italiana non è pronta, ma a cosa? Siamo pronti noi?
Dobbiamo riprenderci il nostro carattere! I sentimenti tiepidi non mi sono mai appartenuti, per questo mi scontro giornalmente con chi non si emoziona, con chi non guarda il mondo da un’angolazione diversa, con chi dice che mai cambieranno le cose perchè “alla fine sono tutti uguali”.
Dovremmo iniziare ad essere un pò diversi, accettando le nostre diversità e amandole, perchè non sono altro che un valore in più…è per questo che non potrei fare a meno di te!

G.

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L’uomo dietro di me ride della donna accanto a me

24 marzo 2010

Va a Piazza Fiume questo?” grida dalla strada la donna all’autista nervoso della linea capitolina. “Sì signò!”.
Lei sale, ha delle buste con sé, non riesco a vedere cosa contengano. E’ vestita in modo eccentrico, un mix tra una gitana e una dama di compagnia ottocentesca. E’ magra, il viso segnato dalle rughe del tempo – Anna Magnani direbbe che ognuna di quelle rughe le sarà costata cara -, bizzarra in quegli abiti da ragazzina che le scoprono un corpo invecchiato.
Muovi il ventre, muovi il ventre, muovi il ventre…” comincia a dire, prima a bassa voce, poi le sue parole diventano urla. Guarda a terra mentre parla, una mano sulla fronte, si rivolge ai suoi fantasmi: “Dicono che non sei capace, forza! Muovi il ventre, fagli vedere…” e giù una serie di volgarità rivolte sicuramente a una donna, di quelle che solo un uomo riesce a dire, rivolte a se stessa forse…

Lei accanto a me.

Dietro di me un’altra voce, voce di uomo, parla al telefono: “Cosa ha detto?

Risata

Le ha detto che è più bella che intelligente?

Risata

Parlano – dall’altra parte della cornetta c’è un uomo, ne sono sicura – dell’ultima puntata di una serie televisiva comica, che passano quotidianamente e a tutte le ore sul servizio pubblico come sulle reti private, e che vede come protagonista un attore un po’ avanti con l’età, ma con uno spirito giovane e brillante, un attore carismatico, travolgente, che ha conquistato l’Italia e gli italiani a suon di battute e figuracce costruite ad hoc per ogni occasione. E’ la nuova frontiera della televisione italiana: un uomo solo – istituzionale e istituzionalizzato – che tiene le redini di tutto grazie al suo sorriso smagliante… Ultimamente le puntate vertevano sempre sullo stesso tema: le donne, il loro corpo, il loro rapporto con il potere, con gli uomini di potere, e da quello che sento anche quella della sera prima…

Lei è ancora accanto a me. Qualche passeggero si ribella allo sproloquio di parolacce che la gitana-cortigiana continua a sputar fuori, ma lei non li sente “Muovi il ventre, forza!”, continua a ripetere. Non si accorge di chi le sta accanto, non si accorge di me che la guardo e la abbraccio con gli occhi. In quelle poche parole e in quelle molte volgarità c’è racchiusa la sua storia: la storia di un corpo sfruttato, abusato, usato, venduto, violentato, usurpato.

Lui è ancora al telefono. Ride. Continua a ridere su una battuta del comico nei confronti di una donna, ancora una volta il corpo di una donna nel mirino di un maschio…

L’associazione è immediata. La donna accanto a me, il suo corpo che si muove, lei che urla contro quei fantasmi, la donna nel mirino del comico, il suo corpo.

L’uomo dietro di me ride della donna accanto a me.

Scenari futuri

18 marzo 2010

Potenziale massaia: “Come sarò tra qualche anno?

Massaia: “Come sei adesso, con qualche persona fissa che ti gira intorno, di taglie diverse

Diversamente occupate DWF

16 marzo 2010

Dopo mesi di riunioni, incontri, scontri, risate, pomeriggi serate e nottate passate a scrivere, aperitivi e cene di lavoro e non, infiniti scambi di mail, intuizioni e forzature, rincorse, trasferte, taglia e cuci, copia e incolla, sposta quello metti questo, ecco a voi il primo numero dwf del 2010, diversamente occupate, a cura di diversamente occupate

Riscossa democratica

14 marzo 2010

Cittadine…decenza e decoro istituzionale…io sono con voi…evitare le trappole…cittadini…non più sudditi…la diversità è ricchezza…ripartiamo da questa piazza…i sentimenti tiepidi non bastano…c’è bisogno di confronto…è tempo della riscossa della democrazia!

Emma Bonino

E se perdessi la memoria?

12 marzo 2010

L’altro giorno, di fronte a una situazione di emergenza, ho dovuto far ricorso a tutta la mia capacità mnemonica per recuperare informazioni che erano andate perdute in modo irreversibile. Il risultato, devo dire, non è stato dei migliori…

Allora ho pensato: e se improvvisamente perdessi la memoria? Lo scenario che mi si è presentato davanti è stato a dir poco sconfortante…

codice bancomat = niente più soldi, almeno fino a quando non avrei ritrovato nell’angolo più nascosto dei miei cassetti quel foglietto con su scritto in lettere i numeri del codice…

password per mail personale, mail del lavoro n. 1, mail del lavoro n. 2, mail dei vari lavori non remunerati = fine dei contatti, delle conversazioni di mesi e mesi, perdita di documenti non salvati, insomma un disastro…

password del mio blog, del blog delle diversamente occupate, di facebook, di msn, di skype = a questo forse potrei sopravvivere…

Ho capito che un bella fetta della mia memoria quotidiana è legata a macchine e modalità di accesso a macchine, ma non solo, che l’impossibilità improvvisa di accedere a queste provocherebbe una perdita di informazioni e dati che forse non sono vitali, ma sono sicuramente fondamentali.

E allora… ora ho una pagina dell’agenda fitta di numeri e lettere…

Facciamo che sia la feste delle donne

8 marzo 2010

Unifichiamo le situazioni e gli episodi dell’esperienza storica femminista: in essa la donna si è manifestata interrompendo per la prima volta il monologo della civiltà patriarcale.

Manifesto di rivolta femminile, 1973

Interpretando si impara!

7 marzo 2010

Quando si dice che la politica insegna (qualcuno l’avrà pur detto) E’ VERO!

Me ne sono accorta in questi giorni. In poche ore ho imparato un nuovo termine, “decreto interpretativo”, ho capito che il “mio” presidente del consiglio si impegna, più di chiunque altro, affinchè “si applichino le leggi serenamente e in modo corretto”, ho imparato che in democrazia la costituzione è carta straccia, che se un partito non esiste il capo di governo ha il dovere di “metterlo al mondo”, che se si crea un problema di rappresentatività è il consiglio dei ministri a doverlo risolvere in quattroequattrotto, che – ancora – il presidente del consiglio può, arbitrariariamente, anzi no, secondo la sua interpretazione, decidere che eventuali irregolarità nella presentazione delle liste elettorali possono essere “sanate” entro 24 ore, e poi può, sempre interpretando (forse alcuni sogni che gli capita di fare), stabilire che  solo ed unicamente per quanto riguarda le elezioni regionali che si terranno in Lazio e Lombardia il conto alla rovescia per le sanatorie non parte dal momento del deposito delle liste, ma da quello di attuazione del decreto…

Insomma, sono state ore intense. Sono satura di informazioni e stanca, il mio corpo non è abituato ad accogliere questo tipo di insegnamenti così forti in così poco tempo, ho un lancinante dolore allo stomaco, è che io la sento proprio la conoscenza, la assorbo, e non so perchè stavolta lei si rifiuta di rimanere dentro di me (combatto coi conati di vomito), ma sono contenta, mi piace imparare, capire, conoscere, soprattutto quando si tratta di politica. Credo che domani qualcuno mi interrogherà, forse domani mattina al bar davanti al mio caffè macchiato, oppure al lavoro, o magari a tavola, ma io sono preparata, ho studiato. La so.

Risponderò così:

Questo è un gran momento storico per la nostra democrazia, c’è un passaggio epocale. La nostra diventa una democrazia interpretativa. L’interpretazione è quella del presidente” .