Archive for febbraio 2010

Orlando Zapata Tamayo

24 febbraio 2010

Prigioniero di coscienza

La morte di un uomo. Il dolore di una madre. La durezza di un regime. Il cordoglio del mondo.

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Scadenze

20 febbraio 2010

Passo le giornate ad evitare che ciò che mi gira intorno possa scadere.

C’è una scadenza anche per questo?

Donne invisibili

16 febbraio 2010

Arianna, sul precipizio del nulla ammaestra oche e specchia solitudini.

Romina, al lavoro la scrivania strangola “fammi queste due pagine per venti” è ora di pranzo il panino ingoia Romina.

Agnese, per finta una volta all’anno quasi ogni notte nel paese degli accapatoi.

Carla, quando suda quando sbatte gli angoli quando tutte le volte che accelera velocissimo si prende sola sulle spalle.

Sofia, anche in queste strade del raffreddore come un imprevisto lento davanti agli occhi suoi cadere come opportunità estrema

Emanuele Kraushaar & Reg Mastice

Accademia degli artefatti

14 febbraio 2010

Il tema è l’amore, quello che solo le donne sanno provare. Quello di una madre che sa che il figlio andato a combattere per la patria non tornerà, quello di una donna che sa che il proprio uomo malato in un letto d’ospedale non guarirà.

Lo mette in scena l’Accademia degli Artefatti con “La madre” e “Donne in amore“, 2 dei 17 pezzi ispirati ai classici della letteratura, del cinema e della musica scritti nel 2007 da Mark Ravenhill.

La madre è una donna depressa, arrabbiata e volgare, che si rifugia tra quattro mura e davanti allo schermo della tv, per non pensare, per dimenticare, per sopraffare il dolore della guerra.

Donne in amore è un dialogo tra corpi e spiriti, tra “è” e “è stato”, tra “dice” e “ha detto”, in un ospedale sulle cui pareti è scritto a chiare lettere che l’amore di un uomo è “impossibile come una balena che vola sulla luna”.

Paesaggio incantevole

12 febbraio 2010

Atmosfera surreale

Silenzioso entusiasmo generale

Alberi, tetti, auto e strade imbiancate

Oggi la mia città mi è sembrata più bella…

Congiuntura astrale o affinità elettive?

11 febbraio 2010

Io occhi scuri e vispi, folta (troppo folta) chioma riccia (troppo riccia). Lei occhi chiari e lucenti, capelli arruffati (dipende dall’umore).

Io appassionata e cinica, lei anche.

Lei innamorata, io no.

Io sempre impegnata, anche quando sono libera. Lei non è mai libera.

Sull’orlo di una crisi di nervi. Tutte e due. Sempre.

Sorriso per entrambe. A volte maschera forzata, spesso difesa, sempre gioia di incontrare quello dell’altra.

Io ricevo una proposta, lei anche.

Io concilio. Lei anche.

Io inseguo un sogno, lei anche.

Io e lei. Desiderio. Passione. Forza.

Unite da una congiuntura astrale?

Piuttosto affinità elettive, e superano la tragedia di Goethe.

Non siamo sole. Io ci sono. Lei anche.

Carla Lonzi. Oggi.

9 febbraio 2010

Un giorno lungo dieci anni di Claudio Iannilli

6 febbraio 2010

Un viaggio della memoria, nei ricordi di un’infanzia romana, un’infanzia di borgata, di una Roma che oggi non si vede più.

E’ la breve autobiografia di Claudio Iannilli, il racconto di un uomo che riveste i panni di quando era un bambino e trasporta il lettore, con un linguaggio semplice e diretto, nella quotidianità di una borgata che fa da  “mamma” a quei ragazzini, la generazione del secondo dopoguerra, che saranno gli ultimi cresciuti per le strade capitoline.

E’ un racconto che segue il flusso dei ricordi, ricordi che tornano alla mente sotto forma di sensazioni, di rumori, di odori, e che arrivano alla penna senza una struttura pianificata, ma guidati dall’entusiasmo e la vitalità di un bambino.

Tra aneddoti divertenti e storie che sfiorano la finzione dell’immaginario infantile, il lettore scopre o ri-scopre tradizioni, relazioni e reti di solidarietà che i più giovani non hanno conosciuto e che i più grandi ricordano con nostalgia.

L’infanzia di Claudio è l’infanzia di molti, molti italiani ma soprattutto molti romani, che hanno vissuto sulla propria pelle i cambiamenti, sempre più rapidi e accelerati, di un “grande paese” che diventa città, la Roma moderna e internazionale che conosciamo oggi.

Una storia che è tante storie insieme. Un racconto che sa divertire ed emozionare.

Diversamente occupate blog

3 febbraio 2010

Nasce dall’incontro di sei donne, sei corpi, sei anime.

Nasce da pensieri, parole, desideri, discussioni, risate.

Nasce per caso, ma con intenzione.

Nasce da un faccia a faccia tra una donna e un’aragosta.

E’ nato il blog Diversamente occupate.